Da Cogne a Ceresole Reale, le ultime due Perle delle Alpi toccate dal mio viaggio, passando per il Gran Paradiso.

Vado verso Cogne: non molto lontana ma difficile da raggiungere in tempi rapidi non tanto per i tempi dell’autobus, ma per i tempi legati alle coincidenze inesistenti che mi costringono ad aspettare  due ore nel capoluogo valdostano. Questo mi lascia il tempo di soffermarmi ad osservare la statua di Umberto I, Re d’Italia, a cui è stato dedicato uno spazio di fronte alla stazione. Non molto bella da vedere, onestamente, così com’è: circondata da spazzatura ed abbandonata a se stessa. Strano modo di onorare la storia del proprio Paese, ma non molto diverso da ciò che già si fa nel resto d’Italia.

Cogne, porta valdostana al Parco del Gran Paradiso, è un luogo particolare delle Alpi nonostante sia da tutti conosciuto solo per ciò che qua la gente vorrebbe dimenticare.

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Il centro di Cogne e sullo sfondo il massiccio del Gran Paradiso.

L’arrivo in paese è piacevole. Si respira un’aria particolare, condizionata forse dall’imponente visione sul massiccio del Gran Paradiso che si gode dalla piazza centrale. Mi soffermo per una mezz’oretta ad osservare quelle lingue glaciali sempre più piccole e consumate dal caldo anomalo di questo periodo. Una montagna strana questa, che con i suoi 4061m rappresenta uno dei più facili e più affollati 4000 delle Alpi. Ricordo una storia interessante a riguardo: negli anni trenta del 900 Joseph-Marie Henry, anche detto Abbè Henry per l’abito che indossava, scalò la montagna con un compagno di cordata particolare. Si chiamava Cagliostro ed era un asino. Con quest’”impresa” l’Abbè riuscì a portare gli escursionisti, e quindi il turismo, ad interessarsi a questa bellissima montagna che, da allora, non ha mai perso l’appellativo di “facile”. Anche se mai da sottovalutare.

Passo la giornata visitando il “bel paese”. Trovo sia il giusto modo di chiamare Cogne, che mi pare un piccolo borgo circondato da montagne e caratterizzato da una piacevole aria di comunità.

Qui ho visitato il Museo etnografico Maison de Cogne Gérard Dayné, un piccolo museo nella zona vecchia della città in cui si racconta la storia del posto. E’ gestito da ragazzi giovani che hanno voglia di valorizzare quello che è stato il passato e che sarà anche il presente ed il futuro del luogo.

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Il fienile del Museo etnografico Maison de Cogne Gérard Dayné, realizzato interamente senza chiodi, ad incastro.

La cosa che più mi ha colpito di questo museo è stato il fienile: realizzato senza chiodi, interamente ad incastro. Curioso e un po’ preoccupante camminarci dentro.

Subito dopo ho visitato la miniera di Cogne. Oggi nel villaggio minatori sorge la sede del centro visitatori del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Accanto si trova un’area espositiva dedicata al racconto della storia di questo impianto minerario chiuso verso la fine degli anni ’70. Chiusa non per mancanza di minerale ma a causa del costo di estrazione. “Almeno il 50 percento del minerale è ancora là, da estrarre” mi dice Beppe, gestore dell’unico Ostello di Cogne prima che io mi congedi per la notte.

L’ultimo giorno in questa bella cittadina affacciata sul Gran Paradiso inizia molto presto: infatti oggi si cammina! Faccio però una piccola sosta per visitare il Giardino Botanico Paradisia. Temevo che per raggiungerlo avrei dovuto camminare per due orette lungo la strada asfaltata. Invece scopro con piacere l’esistenza delle navette gratuite che, tutto l’anno, garantiscono collegamenti tra i vari punti del paese.

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Il Giardino Alpino Paradisia, affacciato sull’imponente massiccio del Gran Paradiso.

Faccio un rapido giro al giardino botanico, un luogo curato, suddiviso in ambienti, con un valore aggiunto rispetto ad atri che ho visitato: il panorama sui 4000.

Uscito dalla bella visita imbocco subito il sentiero diretto al Rifugio Sella. Ho scelto di salire a questo rifugio perchè volevo vedere il nuovo sentiero inaugurato nell’ottobre scorso. Quello storico venne interrotto da una frana anni fa. Storico perchè era da li che passava il Re quando andava a caccia, alloggiando proprio dove ora sorge il rifugio.

Il giorno seguente mi sposto da Cogne, la Perla delle Alpi che si affaccia sul Gran Paradiso, verso Ceresole Reale, l’ultima Perla delle Alpi del mio viaggio. La porta piemontese al Gran Paradiso.

Finalmente le montagne ed il dialetto diventano familiari.

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La bella vista di Ceresole dal sentiero che borda il lago.

Quando arrivo, dopo un giro attorno al lago, mi faccio una domanda: Perchè Ceresole è una Perla delle Alpi? Non è facile trovare subito una risposta ma, con il tempo e con un po’ di ricerca, riesco a capirlo. Ceresole è una perla delle Alpi perchè non c’è nulla. É un ambiente incontaminato e selvaggio. Non ci sono grandi infrastrutture turistiche ed il territorio si è potuto mantenere intatto.

É difficile scrivere di Ceresole. Potrei parlare delle sue bellissime pareti granitiche che attraggono climbers da tutto il mondo, oppure raccontare la mia salita in un territorio dove, credo, poche persone mettono piede.

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Un altro scorcio di Ceresole Reale, una perla immersa nel verde.

Ma, ciò che vi consiglio è di andarci, per potervi immergere interamente in un territorio naturale ed incontaminato. Forse uno degli ultimi luoghi delle Alpi in cui ci si può davvero trovare in sintonia con la natura.

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2 pensieri su “Da Cogne a Ceresole Reale, le ultime due Perle delle Alpi toccate dal mio viaggio, passando per il Gran Paradiso.

  1. Ciao, da Cogne come sei arrivato a Ceresole Reale? ho intenzione di fare il tuo stesso giro ma so che non esistono collegamenti di mezzi tra le due…grazie e complimenti:)

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    • Ciao Angela, Grazie a te!
      No, non esistono collegamenti diretti tra le due località. Io ci sono arrivato con un giro un po’ lungo. Da Cogne devi andare ad Aosta con l’autobus e da li con il treno (ci vogliono 5 ore e svariati cambi) vai ad Ivrea, quindi a Torino Porta Susa, quindi Rivarolo Canavese ed infine Pont Canavese. Finito con i treni dal piazzale della stazione di Pont partono gli autobus per Ceresole. Questo è quello che ho fatto io, ma so che in alternativa esistono degli autobus da Torino gestiti da GTT.

      Non è affatto comodo muoversi tra queste località con i mezzi ma sono contento ci sia qualcun altro che lo vuole fare! 🙂

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