Solitaria, diretta, invernale

Cinquant’anni fa si chiudeva la storia dell’alpinismo classico con un’impresa entrata nella storia.
Dopo un primo tentativo, realizzato tra il 14 e il 15 febbraio 1965 con gli amici Gigi Panei e Alberto Tassotti e fallito a causa delle avverse condizioni meteo, Walter Bonatti decide di tentare l’impossibile, rendendolo possibile: diretta, solitaria ed invernale.
È il 18 febbraio, i compagni di cordata lo accompagnano fin sotto la parete nord per poi tornare indietro. Da questo momento in poi Walter è solo. Solo dove il sole cede il posto alla fredda ombra invernale: l’ombra del Cervino.
Un’ultima controllata all’attrezzatura e poi via, la sua mano callosa tocca la gelida roccia e si scrive l’ultimo atto dell’alpinismo.

In vetta dopo 5 giorni, il 22 febbraio 1965.

Un breve articolo, per ricordare Walter Bonatti e quest’impresa che un paio di settimane fa ha compiuto cinquant’anni. Ma anche un articolo per ricordare una montagna di cui si parlerà nel corso del viaggio. Il 2015 è infatti anche il centocinquantesimo dalla prima salita. Ma questa è un’altra storia.

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